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Conodonta
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I mwbaconodonti (mwbqConodonta) sono un misterioso gruppo di mwbganimali, vissuti nel mwbwPaleozoico e all'inizio del mwcaMesozoico (dal mwcqCambriano superiore al mwcgTriassico superiore). Per più di un secolo questi esseri furono conosciuti esclusivamente per i mwcwfossili dei loro strani apparati boccali, solamente nel mwda1983 fu scoperto il primo resto mwdqfossile dell'animale completo, seguito da altri nei primi anni '90.

Si ritiene che l'intera classe dei Conodonti sia scomparsa in seguito al grande evento di mwfqestinzione di massa avvenuto tra il mwfgTriassico e il mwfwGiurassico, cioè all'incirca 200 milioni di anni fa.

Contents

Note

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Un mistero lungo più di cento anni

Questi animali sono stati considerati uno dei grandi misteri della mwgwpaleontologia: fino alla fine degli anni '80 le parentele tassonomiche dei conodonti rimasero virtualmente sconosciute. Tutto quello che era venuto alla luce erano decine di migliaia di piccoli elementi dentati, incredibilmente numerosi in moltissimi giacimenti paleozoici e triassici in tutto il mondo.

Per tutto l'800 e gran parte del '900 questi mwhqmicrofossili vennero trovati isolati gli uni dagli altri; negli anni '60 pochi resti rinvenuti vicini tra loro, in possibile relazione anatomica fra i diversi resti, furono riconosciuti come parte di una struttura complessa appartenente a un singolo organismo, con il corpo composto solamente da mwhgtessuti molli, rimasto seppellito nel luogo in cui era morto, senza alcun trasporto mwhwpost mortem che distruggesse l'assetto anatomico. L'apparato conodonte, così come venne chiamato, era costituito da molti elementi conodonti, in relazione tra loro e di forma diversa. La funzione di tale apparato restò incerta, anche se fu ipotizzato che venisse utilizzato dall'animale per cibarsi. Dell'animale proprietario di tale apparato non si aveva alcuna traccia.

Struttura

Nel 1983 fu scoperto, in un giacimento di tipo mwjgKonservat-lagerstätten, in strati del mwjwCarbonifero inferiore della mwkaScozia, un esemplare completo, con tanto di apparato conodonte.cite-ref-1[1] mwlqClydagnathus windsorensis, questo il nome scientifico, permise di chiarire molti punti oscuri legati a questi animali: l'animale conodonte era lungo quattro centimetri circa, fornito di un corpo vermiforme allungato e di una testa bulbosa. Il corpo ricorda molto quello degli attuali mwlwanfiossi, con tanto di mwmanotocorda e mwmqmuscolatura segmentata.

Pochi anni più tardi, in strati dell'mwmwOrdoviciano del mwnaSudafrica, venne alla luce un secondo esemplare di dimensioni maggiori denominato mwnqmwngPromissum pulchrum; esso raggiungeva i 40mwnw cm di lunghezza.cite-ref-gabbott1995-2-0[2]

Parentele con i vertebrati

Per più di un secolo, questi bizzarri animali hanno messo in crisi le classificazioni dei paleontologi: di certo, però, erano ben pochi gli studiosi che ne avevano sospettato un'affinità con i vertebrati. È curioso notare come, nel primo studio su questi animali (mwpg1856), Pander ipotizzò che gli elementi conodonti appartenessero a un qualche tipo di mwpwpesce estinto. La teoria, però, non venne seguita, e nei decenni successivi le ipotesi si moltiplicarono. Molti paleontologi ritenevano che questi elementi non facessero nemmeno parte di un apparato boccale. Solo le scoperte degli anni '80 e '90 permisero di affermare che l'intuizione di Pander era corretta.

Attualmente i conodonti sono considerati mwqqvertebrati molto primitivi, forse più evoluti delle mwqglamprede, con un tipo di apparato boccale unico.

I conodonti vanno collocati tra i vertebrati (mwracraniata) per una serie di caratteristiche, tra le quali: la testa posta anteriormente alla mwrqnotocorda; la mwrgpinna caudale con mwrwsupporti seriali; la presenza di una coppia di mwsaocchi ben sviluppati; la muscolatura esterna dell’occhio; la presenza di capsule otiche (strutture relative ai sensi della vista e dell’udito presuppongono che essi avessero anche un cervello di complessità sufficiente per “processare” le informazioni raccolte da queste strutture); la presenza di «denti» (in mwsqapatite); il modo di crescita del mwsgtessuto osseo e della mwswdentina; l’istologia delle parti dure mineralizzate.

Gli enigmi, però, non sono finiti: c'è chi pensa che le strane strutture bulbose poste in cima al "mwtqcranio" siano grandi occhi, chi invece ritiene che potessero essere parte del meccanismo boccale. Anche la mwtgpaleobiologia di questi animali è del tutto sconosciuta.

Note

cite-note-11. Briggs, D. E. G., Clarkson, E. N. K., and Aldridge, R. J. (1983). mwvqThe conodont animal. Lethaia, 20, 1-14.
cite-note-gabbott1995-22. mwwqS.E. Gabbott, R. J. Aldridge, J. N. Theron, mwwgmwwwA giant conodont with preserved muscle tissue from the Upper Ordovician of South Africa, in mwxaNature, vol.mwxq 374, n.mwxg 6525, 1995, pp.mwxw 800-803, mwyaDOI:mwyq10.1038/374800a0.

Bibliografia

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• Aldridge, R. J., Briggs, D. E. G., Smith, M. P., Clarkson, E. N. K., and Clark, N. D. L. (1993). mwaqThe anatomy of conodonts. Philosophical Transactions of the Royal Society of London, B, 340, 405-421.
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) conodont, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Conodonta, su Fossilworks.org.